Premio Riccione per il Teatro 2023: il bando di concorso

21-02-2023

Di seguito riportiamo il bando del 57° Premio Riccione per il Teatro, attribuito all'autore di un’opera originale in lingua italiana o in dialetto, non rappresentata in pubblico, come contributo allo sviluppo della drammaturgia contemporanea. Il concorso assegna anche il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” al miglior autore under 30 e la menzione speciale “Franco Quadri” all’opera che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria.

    Lucia Calamaro (presidente di giuria)

    Drammaturga, regista e attrice, nasce a Roma, si trasferisce a Montevideo e si laurea in arte ed estetica alla Sorbona di Parigi. Insegna per un periodo all’Universidad Católica di Montevideo, poi a Roma collabora con Rialto Sant’Ambrogio. Fonda quindi l’associazione Malebolge...

    Concita De Gregorio

    Al quotidiano «la Repubblica» dal 1990 al 2008, poi direttrice de «l’Unità» dal 2008 al 2011, è rientrata a «Repubblica» come editorialista. 

     

    Laureata in Scienze politiche all’Università di Pisa, è autrice di numerosi...

    Graziano Graziani

    Scrittore e critico teatrale, è tra i conduttori di Fahrenheit su Rai Radio 3, dove collabora anche al programma Pantagruel e alla trasmissione Tre soldi, per la quale realizza reportage in formato podcast. Ha realizzato...

    Lino Guanciale

    Nato nel 1979 ad Avezzano, dopo alcuni trascorsi rugbistici (Nazionale under 16 e under 19), si iscrive all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, dove si diploma nel 2003 e ottiene il Premio Gassman come miglior allievo degli ultimi dieci anni. Subito dopo...

    Claudio Longhi

    Dal dicembre 2020 è direttore del Piccolo Teatro di Mila­no – Teatro d’Europa. 

     

    Nato a Bologna nel 1966, si è laureato a pieni voti presso l’Università di Bologna, nel 1993, sotto la guida di Ezio Raimondi. Dal 2015 è professore ordinario (...

    Walter Zambaldi

    Dal 2015 è direttore del Teatro Stabile di Bolzano, uno dei venti teatri di rilevante interesse culturale riconosciuti dal Ministero della Cultura. Gli oltre cinquanta spettacoli prodotti sotto la sua direzione si caratterizzano per la valorizzazione di autori viventi, la partecipazione di...

La storia del Premio, dalla scoperta di Italo Calvino a oggi

Il Premio Riccione per il Teatro, nato nel 1947, è il più autorevole premio per gli autori teatrali italiani. Nato su iniziativa dell'allora sindaco di Riccione Gianni Quondamatteo e da Paolo Bignami, pittore e scenografo bolognese, il Premio testimoniava l'ansia di rinnovamento che animava la cultura del dopoguerra. La prima edizione veniva inaugurata in quella stessa estate del 1947 in cui prendevano l'avvio i due più importanti festival teatrali europei, di Avignone e di Edimburgo, mentre a Milano, nello stesso anno, partiva la prima stagione del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e Paolo Grassi.

 

1947: la scoperta di Italo Calvino

La prima edizione del Premio Riccione affiancò al teatro la letteratura (Sibilla Aleramo presidente, Mario Luzi, Guido Piovene, Cesare Zavattini, Elio Vittorini, Corrado Alvaro e Romano Bilenchi giurati). Ad aggiudicarsi (ex aequo con Fabrizio Onofri) la sezione letteraria fu un esordiente destinato a fare la storia della letteratura: Italo Calvino, premiato, a 24 anni non ancora compiuti, per Il sentiero dei nidi di ragno, opera prima al tempo inedita. L’anno successivo la sezione letteraria venne eliminata e il Premio Riccione si caratterizzò definitivamente come concorso rivolto agli scrittori di teatro. Nelle giurie successive intervennero studiosi e critici di fama: tra i giurati del primo quindicennio si trovano i nomi di Vito Pandolfi, Massimo Bontempelli, Ivo Chiesa, Ezio Raimondi. Divennero compagni di viaggio del Premio anche Luigi Squarzina, Aldo Trionfo, Maurizio Scaparro, Ferruccio Masini, Edoardo Sanguineti e altri. Altrettanto importanti gli autori premiati: Enzo Biagi, Tullio Pinelli, Dacia Maraini, Renzo Rosso, Sergio Liberovici, Gregorio Scalise, Masolino D’Amico.

 

1982: l’arrivo di Franco Quadri

Nel 1982 il comitato promotore del “nuovo” Premio Riccione incaricò Franco Quadri, intellettuale e uomo di teatro lontano dalle convenzioni del teatro di prosa “tradizionale”, per avvalersi di un autorevole e innovativo contributo alla rifondazione del premio. Franco Quadri assunse la direzione artistica del Premio dal 1983 al 1991; dal 1995 al 2007 ha tenuto la presidenza della Giuria. Nel lungo ciclo segnato dalla collaborazione con Franco Quadri, l’apertura al nuovo e la sua capacità di intercettare, valorizzare e portare in scena le voci innovative ed “eccentriche” del teatro contemporaneo hanno dato frutti straordinari. Negli anni, inoltre, il Premio Riccione ha promosso i testi premiati e segnalati presso i maggiori teatri italiani, seguendo il loro passaggio dalla pagina alla scena grazie a uno specifico premio di produzione.

Hanno fatto parte delle giurie del premio teatranti, critici e intellettuali competenti e autorevoli quali: Luca Ronconi, Ottavia Piccolo, Renato Palazzi, Roberto Andò, Sergio Colomba, Luca Doninelli, Edoardo Erba, Anna Bonaiuto, Maria Grazia Gregori, Renata Molinari, Elena De Angeli, Giorgio Pressburger, Renzo Tian, Giuseppe Bertolucci, Marisa Fabbri, Ugo Ronfani, Giovanni Raboni, Franco Brusati, Piera Degli Esposti, Vincenzo Consolo, Cesare Garboli e così via; grazie al lavoro delle giurie, le opere di molti autori, in gran parte nuovi, sono state riconosciute e  hanno trovato, sempre più numerose, la via della scena: tra gli altri Enzo Moscato, Pier Vittorio Tondelli, Ugo Chiti, Maurizio Donadoni, Umberto Marino, Angelo Longoni, Giuseppe Manfridi, Sonia Antinori, Antonio Sixty, Renato Sarti, Antonio Tarantino, Andrea Malpeli, Roberto Cavosi, Mimmo Borrelli. [Nella foto: Pier Vittorio Tondelli e Franco Quadri, con Maroly Lettoli e Paolo Landi]

 

1999: nasce il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” under 30

Nato pochi anni prima come borsa di studio, nel 1999 il Premio Riccione "Pier Vittorio Tondelli” diventa ufficialmente il riconoscimento under 30 del Premio Riccione: Fausto Paravidino, Letizia Russo, Davide Enia, Stefano Massini e Mimmo Borrelli sono i giovani autori scoperti negli anni iniziali da questo premio, che fino ai giorni più recenti ha continuato a scoprire autori di interesse nazionale. L’importante rassegna organizzata dalla Biennale Teatro di Venezia nel 2004 era costituita quasi interamente di giovani autori scoperti dal Premio Riccione o dal Premio Tondelli. Tutti i vincitori sono stati messi in scena da importanti teatri e festival italiani. Fondamentale anche la promozione all’estero dei vincitori del Tondelli, come nel caso di Fausto Paravidino (vincitore 1999) che, tra il 2000 e il 2002, grazie alla mediazione di Riccione Teatro, ha ricevuto committenze dai due maggiori teatri londinesi, il Royal Court e il National Theatre.

 

Dal 2009 a oggi: le edizioni di Umberto Orsini, Fausto Paravidino e Lucia Calamaro

Dal 2009 a oggi, a guidare le giurie del Premio Riccione si sono alternati Umberto Orsini (tre edizioni, 2009-2013), Fausto Paravidino (altre tre edizioni, 2015-2019) e Lucia Calamaro (in carica dal 2021). In giuria si sono avvicendati grandi nomi del teatro e della cultura, mentre nel palmarès figurano autori affermati ed emergenti: Michele Santeramo, Davide Carnevali, Elisa Casseri, Vitaliano Trevisan, Tatjana Motta, Pier Lorenzo Pisano e, nell’ultima edizione, Tolja Djokovic. Fra le tante le novità: la nascita della menzione speciale “Franco Quadri”, destinata all’opera che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria; il rafforzamento del sostegno produttivo (con premi di produzione assegnati tramite concorso fra tutti i finalisti); il rafforzamento delle collaborazioni, con mise en espace, produzioni radiofoniche, podcast, traduzioni e pubblicazioni in Italia e in numerosi Paesi stranieri. Accanto al concorso sono poi nate iniziative parallele, come Scritture (scuola itinerante di drammaturgia diretta da Lucia Calamaro e promossa in rete con importanti istituzioni teatrali) e il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica, assegnato fuori concorso a personalità che attraverso la scrittura per la scena hanno aperto nuove strade al mondo del teatro (un riconoscimento alla carriera che culmina con una masterclass e una restrospettiva al Riccione TTV Festival).

 

2023: i premiati della 57ª edizione

La 57ª edizione ha fatto registrare il record storico di copioni in concorso 656 (quasi 200 in più rispetto al record precedente) e si è conclusa il 15 ottobre 2023. La giuria, presieduta da Lucia Calamaro e composta da Concita De Gregorio, Graziano Graziani, Lino Guanciale, Claudio Longhi e Walter Zambaldi, ha assegnato il 57° Premio Riccione per il Teatro a Tolja Djokovic per Lucia camminava sola. Il 15° Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” under 30 è stato invece attribuito a Benedetta Pigoni, autrice di 30 milligrammi di Ulipristal. A Jacopo Giacomoni, per È solo un lungo tramonto, la menzione speciale “Franco Quadri”, riservata al testo che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria. Durante la serata è stato inoltre assegnato, fuori concorso, il 4° Premio speciale per l’innovazione drammaturgica: vincitore Marco D’Agostin.

 

Tutti i vincitori del Premio Riccione:

“Avevo un bel pallone rosso” a Milano

01-11-2023

A quattordici anni dalla conquista del Premio Riccione per il Teatro, e dopo anni di successi, torna in scena Avevo un bel pallone rosso di Angelà Dematté. L’appuntamento è dal 3 al 5 novembre al Teatro Oscar di Milano. 

 

Tolja Djokovic vince il 57° Premio Riccione per il Teatro

15-10-2023

Domenica 15 ottobre, al Palazzo dei Turismo di Riccione, si è celebrata la cerimonia finale del 57° Premio Riccione per il Teatro, il più longevo concorso italiano di drammaturgia, quest’anno contraddistinto da un numero record di copioni: 656, quasi 200 in più rispetto al record precedente. La serata ha reso omaggio a Italo Calvino (tra i vincitori della prima edizione del Premio Riccione) a cento anni esatti dalla nascita dello scrittore ligure ed è culminata con la proclamazione dei vincitori di questa edizione.

Giovedì 12 ottobre: il Premio Riccione a Roma

28-09-2023

Anteprima del 57° Premio Riccione

 

Giovedì 12 ottobre 2023 – 17:00

Roma, Opificio Romaeuropa

Mise en espace

SITUAZIONE DRAMMATICA

FOCUS SUL 57° PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO

Conduce Tindaro Granata, con la partecipazione di Maura Teofili

Modera Sergio Lo Gatto

 

Edizione 2021: la premiazione
Edizione 2021: sabato 2/10
Edizione 2019: la premiazione
Edizione 2019: venerdì 1/11
Edizione 2019: sabato 2/11
Edizione 2017: la premiazione
Edizione 2015: la premiazione
Edizione 2013: la premiazione
Franco Quadri al Premio Riccione
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La serata (video di Simone Felici)
See video
Backstage 2013: giurati al lavoro
Aspettando la premiazione
L’anteprima: Umberto Orsini
Edizione 2011: il video della serata
See video
Edizione 2011: la premiazione
2011: il tributo a Tondelli
Edizione 2009: i vincitori
Tondelli e Riccione
Fo, De Filippo, Biagi e gli altri
Il Premio e Italo Calvino
1947, la prima edizione

Riccione TTV Festival, 26ª edizione

14-10-2022

Accanto al Premio Riccione, l’associazione Riccione Teatro organizza dal 1985 il Riccione TTV Festival, manifestazione biennale originariamente intitolata a “Teatro Televisione e Video” e dedicata agli intrecci tra arti sceniche e media.

 

Palazzo del Turismo, 3-6 novembre 2022

26° RICCIONE TTV FESTIVAL

 

Riccione TTV Festival, 26ª edizione: il programma

15-10-2022

Palazzo del Turismo
3-6 novembre 2022

 

26° RICCIONE TTV FESTIVAL

 

Storico appuntamento biennale dedicato al rapporto tra le arti sceniche e gli altri media, il Riccione TTV Festival torna nel 2022 con quattro giorni di spettacoli, incontri, installazioni e performance. Inaugurato da un rito sonoro di Mariangela Gualtieri e concluso da una performance di danza ideata da Jacopo Jenna, il festival tra i suoi numerosi appuntamenti propone un ampio focus su Alessandro Berti, vincitore del Premio speciale per l’innovazione drammaturgica 2021, e una dedica a Vitaliano Trevisan, tra i massimi protagonisti del panorama letterario degli ultimi vent’anni.

 

Giovedì 3 novembre ‑ Mariangela Gualtieri inaugura il TTV >

 

Venerdì 4 novembre ‑ Focus su Alessandro Berti e Chiara Lagani >

 

Sabato 5 novembre ‑ Dedica a Trevisan | In serata Roberto Citran e Lorenzo Maragoni >

 

Domenica 6 novembre ‑ “Alcune coreografie” di Jacopo Jenna >

 

3-6 novembre ‑ Camere separate: teatro dell’ascolto e un video su Tondelli >

 

 

Tutti gli appuntamenti di Riccione TTV Festival sono a ingresso libero. 

Palazzo del Turismo: piazzale Ceccarini, 11 – 47848 Riccione.

Per informazioni: tel. 320 0168171, dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.

 

Il Riccione TTV Festival è un progetto a cura di Riccione Teatro, promosso da Comune di Riccione e ATER Fondazione, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Emilia-Romagna. 

 

Giovedì 3 novembre: Mariangela Gualtieri inaugura il TTV

14-10-2022

GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE 2022 - PALAZZO DEL TURISMO

 

21:00

Rito sonoro

NOSTALGIA DELLE COSE IMPOSSIBILI

di e con Mariangela Gualtieri

con la guida di Cesare Ronconi

cura e ufficio stampa: Lorella Barlaam
produzione: Teatro Valdoca
con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti; durata: 50 minuti

 

“Tutte le parole alludono ad una parola perduta e la si sente pulsare anche nel fondo della respirazione stessa.”

– María Zambrano

 

“Portare la poesia in teatro significa per me cavalcare la vertigine acustica del verso, far scoprire l’immediata efficacia di quella sottile, potente energia che chiamiamo appunto ‘poesia’, farne sentire la ritmica e la melodia, mettere in risonanza i corpi con la parola poetica. Quando la poesia si fa suono allora non solo la mente, ma tutto il corpo accoglie il vibrare delle onde acustiche e l’intensità del sentire diventa la stessa che proviamo con la musica. Il corpo è il grande esperto di gioia. Sarà bello, spero, sentire che la poesia dà gioia, subito, che porta nutrimento alle nostre interiorità un po’ rinsecchite, denutrite da questo tempo che ci vuole frettolosi, sempre fuori di noi, affaccendati nei suoi inesauribili dettami. Nostalgia delle cose impossibili tiene insieme parole e silenzio, timbri esortativi e riflessivi, invocazione e imprecazione, bestemmia e preghiera.” 

– Mariangela Gualtieri

 

Mariangela Gualtieri è nata a Cesena e si laureata in architettura allo IUAV di Venezia. Nel 1983, insieme al regista Cesare Ronconi, ha fondato il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Fra i testi pubblicati: Antenata (Crocetti 1992 e 2020), Fuoco centrale (Einaudi 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi 2006), Sermone ai cuccioli della mia specie (L’arboreto 2006; seconda edizione con CD, Valdoca 2012), Paesaggio con fratello rotto (prima edizione, con DVD, Luca Sossella 2007; seconda edizione, Einaudi 2022), Bestia di gioia (Einaudi 2010), Caino (Einaudi 2011), A Seneghe. Mariangela Gualtieri/Guido Guidi (Perda Sonadora Imprentas 2012), Le giovani parole (Einaudi 2015), Voci di tenebra azzurra (Stampa2009 Editore 2016), Beast of Joy: Selected Poems (Chelsea Editions 2018), Quando non morivo (Einaudi 2019), A braccia aperte (Carabba 2022), L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia (Einaudi 2022). È inoltre coautrice dell’Album dei giuramenti/Tavole dei giuramenti di Teatro Valdoca (Quodlibet 2019).

 

Venerdì 4 novembre: focus su Alessandro Berti e Chiara Lagani

14-10-2022

VENERDÌ 4 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

12:00

Discorso di accettazione

PREMIO SPECIALE PER L’INNOVAZIONE DRAMMATURGICA

con Alessandro Berti

introduce Rossella Menna

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti

 

Durante il 56° Premio Riccione per il Teatro, una giuria di critici ha assegnato il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica ad Alessandro Berti, attore, regista e drammaturgo che da vent’anni conduce una rigorosa ricerca teatrale, scavando nella retorica dell’Occidente per metterne in evidenza le contraddizioni. Attribuito fuori concorso a una personalità che nel corso della sua carriera ha saputo aprire nuove prospettive al mondo del teatro, il riconoscimento è stato assegnato a Berti “per la determinazione costante nell’affrontare le questioni più urgenti del nostro presente senza mai scindere la dimensione politica da quella intima, ma anzi rintracciando attraverso la scrittura i nessi sostanziali che legano pubblico e privato. Il suo lavoro di produzione e scavo dei materiali documentali e poetici conduce a una messa in parola mai retorica, potente nel divenire speech pungente, azione emotiva e strumento di analisi e critica della realtà”.

A un anno di distanza da quella premiazione, il Riccione TTV Festival dedica un focus ad Alessandro Berti e alla sua produzione teatrale. Il focus si apre con il discorso di accettazione del premio da parte di Berti, che avrà così modo di raccontare al pubblico la sua idea di teatro. A introdurre l’incontro è Rossella Menna, che insieme a Lorenzo Donati, Maddalena Giovannelli, Andrea Pocosgnich e Francesca Saturnino componeva la giuria del Premio speciale per l’innovazione drammaturgica.

 

Alessandro Berti, fondatore di Casavuota, è attore, regista e drammaturgo. Dopo la formazione alla Scuola del Teatro di Genova, fonda con Michela Lucenti L’Impasto Comunità Teatrale, per cui scrive e dirige tutti gli spettacoli, tra cui ricordiamo: Skankrer (1996), Terra di burro (1997), Trionfo anonimo (2000), L’agenda di Seattle (2001), Il quartiere (2002). Nel 2002 vince il Premio Gherardi con il suo Teatro in versi. Dal 2006 comincia una ricerca sul monologo come canale privilegiato di relazione con il pubblico. Di questa ricerca danno conto gli spettacoli Confine (2006), Pietra, pianta (2009), L’abbandono (2010), Combattimento spirituale davanti a una cucina Ikea (2011, Premio I Teatri del Sacro), Un cristiano (2014). Con i successivi Fermarsi (2015) e Leila della tempesta (2016), dialogo a due su religioni, laicità e Costituzione, il lavoro di Berti accentua l’interesse per le tematiche sociali, confermato dalla trilogia Bugie bianche, di cui fanno parte Black Dick (2018), Negri senza memoria (2020) e Blind Love (2022).

 

 

18:00

Proiezione

GIOCHI DI BAMBINI
La drammaturgia di Fanny & Alexander raccontata da Chiara Lagani
di Graziano Graziani
con Chiara Lagani

musiche: Inserire Floppino
montaggio: Natalie Cristiani
archivio video: Fanny & Alexander 
produzione: Riccione Teatro
si ringraziano Luigi De Angelis per la consulenza video e Sara Paci per la partecipazione

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti; durata: 55 minuti

 

“Il lavoro drammaturgico di Chiara Lagani per Fanny & Alexander è una stratificazione di tessiture testuali” si legge nella motivazione del Premio per l’innovazione drammaturgica di Riccione Teatro, assegnato nel 2017 proprio alla drammaturga ravennate. Questa stratificazione di storie, ambientazioni, libri divorati con ardore di conoscenza emerge con forza nel racconto che Chiara Lagani ha fatto del suo lavoro nella cornice suggestiva della Colonia Bertazzoni di Riccione. Dall’incontro con Luigi De Angelis sui banchi di scuola al successo internazionale, la storia di Fanny & Alexander viene ripercorsa attraverso le scritture che la compagnia ha portato in scena in trent’anni di attività seguendo vari filoni di ricerca e incontri artistici, con un’attenzione particolare per le storie del mondo dell’infanzia (a partire dal nome stesso Fanny & Alexander, ispirato al celebre film di Ingmar Bergman). Come in un quadro di Bruegel – che ispirò un memorabile radiodramma di Giorgio Pressburger – il mondo della fiaba, dell’infanzia e dell’adolescenza non nasconde il suo lato inquieto, che si agita dietro atmosfere fantasiose e affascinanti.

Con questa intervista, realizzata nel 2018, Riccione Teatro ha voluto dedicare una documentazione speciale a Chiara Lagani, prima vincitrice del Premio per l’innovazione drammaturgica, istituito per raccontare le scritture teatrali che, pur utilizzando la parola, nascono direttamente sulla scena o si modificano al suo interno, diventando dei punti di svolta della nostra drammaturgia.

 

 

21:00

Spettacolo

BLACK DICK

Bugie bianche, capitolo primo

di e con Alessandro Berti

disegno luci: Théo Longuemare
cura: Gaia Raffiotta
foto: Daniela Neri

produzione: Casavuota ­– ERT / Teatro Nazionale

con il sostegno di Gender Bender Festival, Teatro Comunale Laura Betti, Barfly Il teatro fuori luogo, Opera Prima Festival, Ogni casa è un teatro

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti; durata: 60 minuti

 

Il 26° Riccione TTV Festival dedica un focus ad Alessandro Berti, attore, regista e drammaturgo che nel 2021 a Riccione si è aggiudicato la terza edizione del Premio speciale per l’innovazione drammaturgica. La giornata dedicata a Berti prevede anche uno dei suoi spettacoli più importanti, Black Dick.

“Il maschio nero americano è un modello…” Comincia così Black Dick, dal modello indiscusso dei giovani neri nel mondo: il nero americano, il rapper, il militante, lo sportivo. Ma cosa c’è dietro quest’influenza, questa moda universale, questa vittoria apparente, almeno in fatto di coolness, del nero americano? Lo spettacolo ripercorre la storia dell’uso del corpo del nero da parte della società bianca europea e americana, dalle colonie ai trionfi nello sport, dallo schiavismo ai linciaggi, dalla musica alla pornografia. Lo fa virando continuamente tra la conferenza, la confessione, la stand-up comedy, la narrazione sarcastica e il concerto. Scoprendo la linea che lega l’immagine iconografica delle Black Panthers a quella dei cantanti hip hop, decostruendo lo stereotipo di maschio nero per come il porno lo propone, con l’aiuto di grandi maestri come bell hooks, Cornel West e James Baldwin, Black Dick si inoltra in una riflessione liminale sul concetto di appropriazione culturale, sul senso di un impegno condiviso tra bianchi e neri (prendendo a simbolo la genesi della canzone Strange Fruit), sulla necessità di una lotta comune per l’uguaglianza. Lo fa però portando il discorso in territori poco battuti della cultura di massa, dove sono i corpi a essere esposti e ad acquisire significato simbolico. E lo fa, deliberatamente, parlando dell’America per alludere all’Italia, lasciando le ultime parole del lavoro alla voce poetica, profetica di Baldwin: “Se fossi in voi studierei, e non farei un’altra Harlem, non farei come abbiamo fatto noi”.

 

 

A seguire

Incontro

BUGIE BIANCHE / LE VACANZE

con Alessandro Berti 

in conversazione con Federica IacobelliSergio Lo Gatto e Debora Pietrobono

coordina Rossella Menna

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti

 

Dopo aver portato in scena Black Dick, Alessandro Berti presenta due libri che raccolgono le sue drammaturgie: la trilogia Bugie bianche (inserita da Luca Sossella Editore nella collana Linea, pubblicata in collaborazione con ERT) e la pièce Le vacanze (Edizioni Primavera). All’incontro, coordinato da Rossella Menna, partecipano i curatori dei volumi, Debora Pietrobono e Sergio Lo Gatto per Bugie bianche, e Federica Iacobelli per Le vacanze.

Bugie bianche è un progetto di ricerca sul tema della percezione della razza, del colore, delle dinamiche di desiderio e di rifiuto che da questi temi emergono. I tre testi che compongono la trilogia – Black Dick, Negri senza memoria Blind Love – hanno forme diverse, anche se dialoganti, e si propongono di raggiungere una platea non solo teatrale, ma curiosa riguardo a una discussione di taglio sociale e politico, pur condotta con rigore estetico. 

Le vacanze è invece una pièce pensata anche per un pubblico di ragazzi. Tom e Lao, adolescenti di un futuro prossimo, cercano refrigerio nel fango argilloso di un minuscolo stagno in una giornata torrida delle vacanze estive dopo l’Esame. Le temperature aumentano da anni senza tregua, la pianura in cui vivono è diventata desertica ma qua e là rimangono piccole oasi. Ipnotizzati dalle parole dei ragazzi, ascoltiamo il racconto densissimo e lieve di una giovinezza del corpo e dello spirito, in un’epoca sul ciglio del burrone, soltanto immaginata eppure più vera del vero.

Sabato 5 novembre: dedica a Trevisan; in serata Citran e Maragoni

14-10-2022

SABATO 5 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

11:00

Convegno

IL TEATRO CHE RACCONTA

Dedica a Vitaliano Trevisan

 

a cura di 

Graziano Graziani

 

 

prima parte (11:00-13:25): interventi di Federica Fracassi, Gerardo Guccini, Stefano Fortin, Rossella Menna, Sergio Lo Gatto, Graziano Graziani, Fabio Giaretta, Valter Malosti

 

seconda parte (15:00-17:00): interventi di Michela Cescon, Fausto Paravidino, Paolo Repetti, Andrea Cortellessa, Ilaria De Seta, Davide Brullo, Roberto Citran

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti

 

Autore di romanzi, drammaturgie e sceneggiature, Vitaliano Trevisan è stato uno dei protagonisti assoluti, per quanto spesso da una posizione defilata e scomoda, del panorama letterario di questi primi venti anni del XXI secolo. Presenza quasi costante al Premio Riccione per il Teatro, cui ha partecipato più volte fin dai primi anni Duemila, è arrivato alla consacrazione in anni più recenti con ben due riconoscimenti. Nel 2015 con Il cerchio rosso. Studio per un affresco ha vinto la menzione Franco Quadri, dedicata “all’opera che meglio coniuga scrittura teatrale e ricerca letteraria”, mentre nel 2017 con la pièce Il delirio del particolare. Ein kammerspiel ha ottenuto il massimo premio.

“Avevo sempre pensato di scrivere per il teatro, solo che in quell’ambiente non avevo contatti” dichiarò Trevisan al quotidiano la Repubblica all’indomani della prima produzione dei suoi testi Scandisk e Defrag. “Vivo a Cavazzale, in provincia di Vicenza. Fino al 2002 ho fatto ogni tipo di lavoro, tempo e soldi per andare a teatro ne ho sempre avuti pochini. Ma il teatro mi è sempre piaciuto leggerlo, inevitabile pensare anche di scriverlo.” Il riferimento imprescindibile è Thomas Bernhard, autore amato da Trevisan, ma forse, nella ricerca di una lingua affilata e di un modo di raccontare con una schiettezza senza compromessi che finisce per sfiorare un’artaudiana crudeltà, il drammaturgo vicentino è stato a suo modo l’esperienza italiana più vicina alle istanze del teatro britannico della angry generation. Con una differenza sostanziale, che lo legava a un’indagine irrinunciabile del mondo del lavoro e alle sue dinamiche, che si stagliano su una mutazione antropologica di memoria pasoliniana già avvenuta e ampiamente assorbita; è qui che si consuma il grande travaso di immaginario tra i suoi testi e la sua terra d’origine, il Nordest.

Il teatro che racconta è un format che il TTV ha inaugurato nella scorsa edizione, rinnovando la vocazione allo studio della drammaturgia attraverso convegni, simposi e approfondimenti. La prima “dedica” ha avuto come protagonista Fausto Paravidino, presidente di giuria del Premio Riccione per il Teatro per tre edizioni, dal 2015 al 2019. Non potevamo non proseguire con Vitaliano Trevisan; alla notizia della sua morte a questa convinzione si è unita l’urgenza di indirizzare alla sua opera lo sforzo di memoria che Il teatro che racconta mette in campo, registrando gli interventi di artisti, collaboratori, studiosi e critici, con lo scopo di depositare un mosaico di testimonianze a uso degli studiosi del futuro. Il teatro che racconta è immaginato insieme alla cattedra del professor Gerardo Guccini dell’Università di Bologna.

 

 

18:00

Aperitivo con l’autore

ABITARE LA BATTAGLIA

Critica teatrale e comunità virtuali

con Sergio Lo Gatto

in conversazione con Graziano Graziani Rossella Menna

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti

 

Critico teatrale e consulente alla direzione artistica di ERT / Teatro Nazionale, Sergio Lo Gatto si occupa di arti performative su Teatro e Critica, ha collaborato con numerose testate italiane e straniere, e insegna alla Sapienza di Roma, all’Università di Bologna e all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d'Amico” di Roma. Nel suo ultimo libro, Abitare la battaglia (Bulzoni 2022) concentra l’attenzione sullo stato della critica teatrale e dell’informazione culturale.

La transizione da carta stampata a giornalismo in rete ha messo in discussione molte delle convenzioni relative alla gestione dell’informazione e alla produzione di pensiero. Mentre lo spazio del teatro sulle pubblicazioni generaliste è andato progressivamente restringendosi, la “galassia Internet” ospita numerose costellazioni in cui il ragionamento sulle arti sceniche appare vivo, ancorché reso controverso da un ambiente aperto a un accesso massivo di opinioni e sguardi frammentati. Nel generale declino della critica come mestiere, emerge l’esigenza di riacquistare autorità e autorevolezza. Abitare la battaglia è un’indagine sui primi vent’anni di critica teatrale online in Italia e in Europa. Convocando anche contributi teorici provenienti dalle metodologie giornalistiche e dalla filosofia digitale e interrogando i protagonisti, il volume ricostruisce i miti di fondazione e analizza il mutamento dei media fotografando l’evoluzione dei linguaggi di composizione e diffusione del pensiero critico. In filigrana emerge un ambiente vivace, che fa del dibattito online un’opportunità di visione plurale e di conservazione di memoria di un teatro che cambia. Un teatro come arte viva, di cui occorre oggi testimoniare, motivare e ribadire la necessità.

 

 

 

21:00

Lettura scenica

LETTERATURA SENZA COMPROMESSI

Roberto Citran legge Vitaliano Trevisan

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti; durata: 40 minuti

 

Con una scrittura pungente e sincopata come un pezzo di jazz, Vitaliano Trevisan ha raccontato senza compromessi le mutazioni del nostro Paese e la sua stessa vita. Il rapporto di amore e orrore per la provincia, il lavoro come condanna e perdizione, lo sradicamento, le contraddizioni del mondo della cultura, dove la frase più ripetuta – “Non ci sono soldi” – è la stessa propinatagli in famiglia sin dall’infanzia: sono questi i temi ricorrenti di un’opera che con spietata comicità ritrae un mondo perverso, deformato dal progresso e popolato da creature alla deriva. Roberto Citran, protagonista di numerosi successi sia al cinema che a teatro, legge alcuni dei brani più rappresentativi dell’opera di Trevisan, selezionati da romanzi (I quindicimila passiWorks), raccolte di racconti (Shorts) e pièce teatrali (La bancarotta). Un omaggio a uno degli scrittori più lucidi del nostro tempo.

 

Roberto Citran nasce artisticamente a Padova. Nel 1985 debutta in TV in coppia con Vasco Mirandola, insieme a cui forma il duo comico Punto & Virgola, partecipando a numerose trasmissioni televisive. Inizia la carriera cinematografica nel 1986, nei film di esordio di Carlo Mazzacurati, Ricky Tognazzi e Giacomo Campiotti, ottenendo fin da subito riconoscimenti a livello nazionale (candidature al David di Donatello, ai Nastri d’Argento, attore rivelazione dell’anno “Premio Luchino Visconti”). Continua poi la collaborazione con Mazzacurati, vincendo la Coppa Volpi al Festival di Venezia nel 1994 con il film Il toro, e prosegue la carrieracinematografica con registi sia italiani (Francesco Rosi, Francesca Archibugi, Citto Maselli, Andrea Segre, Antonio Padovan) che stranieri (Peter Greenaway, John Madden, Terry George). Al cinema alterna il teatro, dove porta in scena diversi monologhi e spettacoli, con Paolo Virzì, Daniele Luchetti, Silvio Orlando, Marina Massironi e Veronica Cruciani. A quattro mani con GianniFerraretto cura, inoltre, la regia di due documentari: Stranieri in patria, sulle migrazioni dei veneti negli anni Trenta (primo premio al festival intitolato a Libero Bizzarri), e Viaggio nel bullismo, presentato al Festival di Roma. Numerose le sue partecipazioni alle maggiori fiction italiane (Medicina generaleIl cacciatore, Nero a metàL’amore vince tutto).

 

 

22:15

Spettacolo

QUESTA COSA CHE SEMBRA ME

di e con Lorenzo Maragoni

produzione: Teatro Stabile di Bolzano

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti; durata: 75 minuti

 

Questa cosa che sembra me è uno spettacolo di parole, tra stand-up comedy e poesia, nato durante la scuola di drammaturgia Scritture, diretta da Lucia Calamaro e promossa da Riccione Teatro con altre importanti istituzioni teatrali. Un uomo sul palco si interroga in modo intimo e autoironico insieme al pubblico. Che cosa siamo diventati? Perché, quando ci guardiamo allo specchio, non ci riconosciamo? Chi sono queste creature che un tempo eravamo noi, ma ora sono talmente stanche, spaventate, esauste da non sapere più chi sono? Questa cosa che sembra me è una specie di autoterapia, un tentativo di tornare a essere noi stessi. Per farlo, ci sarà bisogno di affrontare tutti i nostri demoni, soprattutto quelli che non sapevamo esistessero, ma che già subiamo: dalla FOMO (la paura di perdersi qualcosa che ci spinge a fare tutto, e farlo male) alla revenge bedtime procrastination (il rimandare il momento di andare a dormire guardando un video dopo l’altro), ai tentativi di spezzare questi cicli andando in terapia, o, forse meglio, imparando a suonare l’ukulele (male). Come in una sorta di concerto senza musica, in una lingua poetica fresca e pop, pezzi poetici e riflessioni agrodolci si alternano in un rapporto aperto e diretto con il pubblico, a costituire un monologo.

 

Lorenzo Maragoni (Terni 1984) lavora dal 2010 come regista, autore e attore con la compagnia Amor Vacui, menzione speciale al Premio Scenario 2017, e collabora con istituzioni come il Teatro Stabile del Veneto e l’Università degli Studi di Padova. Nel 2021 ha preso parte alla prima edizione della scuola di drammaturgia Scritture. Artista eclettico, il 28 maggio 2022 ha vinto la Coppa del mondo di poetry slam. “Ho iniziato a fare slam nel 2018, e mi sono appassionato subito. Ho iniziato a scrivere dei pezzi apposta, che combinassero il ritmo della poesia con uno sguardo ironico sul mondo” racconta Maragoni. “Anche i nuclei centrali di questo mio spettacolo sono di slam poetry, hanno il loro linguaggio e la loro musica e sono sicuro che il pubblico li riconoscerà. Sono intervallati da pezzi di raccordo che sono più raccontati e chiacchierati e vivono dell’interazione con il pubblico.”

 

Domenica 6 novembre: “Alcune coreografie” di Jacopo Jenna

14-10-2022

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

17:00

Danza, live performance

E’ bal. Palcoscenici romagnoli per la danza contemporanea

ALCUNE COREOGRAFIE

di Jacopo Jenna

con Ramona Caia

 

ideazione, regia e videocoreografia: Jacopo Jenna

collaborazione e danza: Ramona Caia

collaborazione e video: Roberto Fassone

musica originale: Francesco Casciaro

disegno luci: Mattia Bagnoli

costume: Eva di Franco

organizzazione: Luisa Zuffo

 

produzione: KLm-Kinkaleri

coproduzione: Centrale Fies

con il supporto di Azienda Speciale Palaexpo – Mattatoio, progetto Prender-si cura

 

• ingresso libero, fino a esaurimento posti: 40 minuti

 

 

A seguire
Talk

GLI ARCHIVI DEL CORPO: APPUNTI PER UNA COREOGRAFIA DAL MONDO

a cura di Lorenzo Conti, con Jacopo Jenna e Ramona Caia

 

Alcune coreografie è una performance multidisciplinare e sperimentale che mette in dialogo la danzatrice Ramona Caia con un prezioso e ponderoso lavoro di raccolta video, montaggio e successiva rielaborazione di una serie di tipologie di danza. La coreografia si costruisce attraverso la mimesi di una moltitudine di frammenti video montati in una sequenza serrata, frugando tra la storia della danza e della performance, attraversando il cinema e internet, in cerca di una materia cinetica sensibile.

Diviso in due parti distinte, Alcune coreografie parla della danza che parla della danza attraverso la danza e che con essa si confonde fino a produrre nuove immagini.

Nella prima parte la danzatrice incarna, trasforma, connette e riporta al presente il corpo dell’immagine, ne sonda la dinamica, la libertà e l’immediatezza linguistica senza un punto di vista privilegiato, lo sradica dall’immaginario nello svolgimento di una coreografia esatta. La danza tenta di liberarsi dalla forza dell’immagine, smettendo di riferirsi a qualcos’altro, per iniziare a rifarsi solo a se stessa.

Nella seconda parte, un video originale dell’artista Roberto Fassone offre una sequenza di coreografie visive, un paesaggio simbolico dove l’umano è assente ma nel quale ancora cerca un rapporto con il corpo in scena e riflette su quella materia intangibile di cui la danza è fatta.

 

Jacopo Jenna è coreografo, performer e filmmaker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come una pratica estesa, generando vari contesti performativi in cui ricollocare il corpo in relazione al movimento. Laureato in sociologia, si è formato nella danza presso la Codarts (Rotterdam Dance Academy), per poi occuparsi di percorsi educativi e nuove strategie di relazione con l’arte perfomativa. Ha collaborato con compagnie stabili e progetti di ricerca coreografica di tutta Europa, e con artisti come Jacopo Miliani, Caterina Barbieri, Roberto Fassone, Ramona Caia e Bassam Abou Diab. Il suo lavoro è prodotto e supportato da spazioK/Kinkaleri. 

Tra i festival e le istituzioni che hanno presentato i suoi progetti: Centrale Fies (Dro); Centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni (Firenze); MART (Rovereto); Contemporanea Festival (Prato); Pépinières européennes pour jeunes artistes/Jeune Création-Vidéo Cinéma; Fondazione Palazzo Strozzi (Firenze); Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (Prato); Fabbrica Europa (Firenze); CROSSaward; Danae Festival (Milano); Short Theatre (Roma); Dansem (Marsiglia); Bipod Festival (Beirut); Palazzo Grassi Punta della Dogana (Venezia); Chantiers d’Europe – Théâtre de la Ville (Parigi); Do Disturb – Palais de Tokyo (Parigi); Mudam – Museo di arte contemporanea (Lussemburgo).

3-6 novembre ‑ "Camere separate”: teatro dell’ascolto e un video su Tondelli

14-10-2022

3-6 NOVEMBRE 2022 ‑ PALAZZO DEL TURISMO

 

Teatro dell’ascolto, installazione

CAMERE SEPARATE

drammaturgie sonore di Maria Wojtyszko e Tommaso Fermariello

video di Massimo Salvucci, Stefano Bisulli, El Prez

in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Fabulamundi Playwriting Europe

 

• ingresso libero a turni, ogni 20 minuti

orari: giovedì 21:00-24:00, venerdì 17:00-24:00, sabato 11:30-24:00, domenica 14:00-18:00
durata dei microdrammi e del video: da 8 a 15 minuti ciascuno

 

Dopo il grande successo alle giornate del 56° Premio Riccione, torna con una nuova proposta Camere separate, esperimento di teatro dell’ascolto che presenta brevi drammaturgie scritte non per il palcoscenico, ma per essere ascoltate in podcast. I microdrammi selezionati – Di cosa parlo, quando parlo di acquari? di Maria Wojtyszko e Hollywood di Tommaso Fermariello – nascono all’interno di due iniziative diverse, Il mondo raccontato dagli oggetti (collaborazione tra il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Riccione Teatro e il network internazionale Fabulamundi Playwriting Europe), e Abbecedario per il mondo nuovo (progetto del Piccolo Teatro di Milano rivolto ad autori italiani under 35 segnalati dal Premio Riccione o dal Premio Hystrio – Scritture di scena). Ad accomunare le due iniziative è il desiderio di stimolare la creatività dei drammaturghi, invitandoli a ideare podcast distribuiti online ma proposti anche, come in questo caso, in speciali “stanze d’ascolto”: vere e proprie installazioni, piccoli set per singoli ascoltatori.

 

Il titolo Camere separate fa riferimento a questo secondo tipo di fruizione, ma rimanda anche a una delle opere più celebri di Pier Vittorio Tondelli, scrittore al quale è intitolata la sezione under 30 del Premio Riccione. Per ricordare l’opera e la vita di questo grande autore, legatissimo a Riccione, l’installazione propone in prima visione  un video di Massimo Salvucci e Stefano Bisulli dal titolo Lo spazio del cuore. Pier Vittorio Tondelli a Riccione, con testimonianze di Simonetta Sciandivasci e Simone Bruscia (realizzazione: Massimo Salvucci, Stefano Bisulli, El Prez).

 

 

Di cosa parlo, quando parlo di acquari?
di Maria Wojtyszko
con Lucia Mascino
regia: Fabrizio Arcuri

traduzione: Francesco Annichiarico
post-produzione: Giulio Ragno Favero

produzione: CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Riccione Teatro, Fabulamundi Playwriting Europe, nell’ambito del progetto Il mondo raccontato dagli oggetti

 

Di cosa parlo, quando parlo di acquari? è un tuffo all’indietro nel tempo, alla scuola che sa di cloro e gomma da scarpe, a un uccellino cieco e spiumato trovato un giorno per caso su un marciapiede, alle sigarette fumate una dopo l’altra da una madre troppo assente, all’ossessione del successo nella Varsavia post-comunista, alla dipendenza dall’alcol, all’anno di una fine del mondo annunciata e poi mai successa, all’inferno già passato, al mantenersi a galla nel quotidiano o in un recipiente pieno d’acqua. D’altronde, si sa, gli acquari sono ecosistemi capaci di funzionare da soli.

 

Maria Wojtyszko (Varsavia 1982) è una sceneggiatrice e drammaturga polacca. Formatasi in Cultural Studies all’Università di Varsavia, ha studiato scrittura per il cinema alla Scuola di cinema di Łòdź e regia cinematografica alla Wajda School. La sua produzione comprende cortometraggi, sceneggiature per diverse serie TV, ma anche numerosi testi teatrali, sia per bambini che per adulti. Le sue opere sono state prodotte in Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Finlandia e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Dal 2012 è direttrice letteraria del Teatr Lalek, Il Teatro delle Marionette di Breslavia, all’interno del quale si impegna a promuovere la drammaturgia polacca contemporanea.

 

 

Hollywood

di Tommaso Fermariello

con Giovanni Drago, Anna Godina, Francesca Osso e Simone Tudda

regia: Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni

produzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa,  in collaborazione con Premio Hystrio – Scritture di scena e Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, nell’ambito del progetto Abbecedario per il mondo nuovo

 

Hollywood è il racconto di una strage. Due ragazzi irrompono dentro una discoteca di paese e iniziano a sparare: il loro scopo è uccidere tutte le persone attraenti lì dentro. È la vendetta dei brutti contro i belli. Dentro la discoteca seguiamo il racconto di una degli attentatori, e di un ragazzo che quella sera si trova lì con la sua ragazza. A loro si incrocia la voce di una ragazza che viene dallo stesso paese, è diventata una famosa attrice di Hollywood, e racconta un suo particolare attacco di panico.

 

Tommaso Fermariello (Tradate 1994) studia come attore all’Accademia Teatrale Veneta, dove si diploma nel 2016, e l’anno seguente è cofondatore della compagnia La Petite Mort Teatro, per cui scrive e interpreta diversi spettacoli, tra i quali Money, finalista al Premio Hystrio – Scritture di scena, e Left(L)Over, menzione speciale al premio Giovani Realtà del Teatro. Nel 2019 vince il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” con la pièce Fantasmi, mentre nel 2020 scrive per il Teatro Stabile del Veneto il progetto video Falene. Nel 2021 è tra i drammaturghi coinvolti dal CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia nel progetto Il mondo raccontato dagli oggetti; per il Teatro Stabile del Veneto scrive invece la trilogia Abitare lo specchio, con la regia di Alessandro Businaro. Sempre nel 2021, per il testo Anna vince una menzione speciale al Premio Hystrio – Scritture di scena. Nel 2022 scrive R+G, che debutta all’Estate Teatrale Veronese con la regia di Stefano Cordella.

 

 

Lo spazio del cuore. Pier Vittorio Tondelli a Riccione

con Simonetta Sciandivasci e Simone Bruscia
realizzazione: Massimo Salvucci, Stefano Bisulli, El Prez 
produzione: Riccione Teatro

 

Pier Vittorio Tondelli ha vissuto in prima persona la Riviera adriatica degli anni Ottanta e l’ha raccontata nelle sue opere con straordinaria intelligenza. Da anni Riccione Teatro indaga il legame indissolubile che ha legato il grande scrittore di Correggio alla Riviera, al Premio Riccione e alle iniziative di Riccione Teatro negli anni indimenticabili di Franco Quadri. In questa breve video-flânerie lungo le spiagge di ieri e di oggi, tra i fasti antichi di imponenti discoteche e i cantieri di moderni teatri in costruzione, ripercorriamo i luoghi del cuore della Riviera di Tondelli. A farci da guida, insieme alla giornalista e scrittrice Simonetta Sciandivasci e al direttore di Riccione Teatro, Simone Bruscia, sono proprio le parole di Tondelli, da Camere separate fino a Un weekend postmoderno.

 

Pier Vittorio Tondelli (Correggio 1955-1991) ha esordito nel 1980 con Altri libertini, libro cui sono seguiti Pao Pao nel 1982 e il bestseller Rimini nel 1985. Sempre nel 1985 con La notte della vittoria. Dinner party si è aggiudicato il premio speciale “Paolo Bignami” al 38° Premio Riccione per il Teatro. Oltre al postumo L’abbandono, le sue ultime pubblicazioni sono Biglietti agli amici (1986), Camere separate (1989) e la raccolta di saggi Un weekend postmoderno (1990), che comprende anche “le immagini letterarie di Riccione e della Riviera adriatica” scritte per la mostra Ricordando fascinosa Riccione. Alla memoria di Tondelli, straordinario talent scout di giovani narratori, sono intitolati la sezione under 30 del Premio Riccione e il principale teatro di Riccione, lo Spazio Tondelli.

    Storia Riccione TTV Festival

    Nato nel 1985 e dal 2000 divenuto appuntamento biennale, il Riccione TTV Festival è una manifestazione, a cura d Riccione Teatro, dedicata al rapporto tra arti sceniche e video. Promosso da Comune di Riccione e ATER Fondazione, con il sostegno di Ministero della cultura e Regione Emilia-Romagna, il TTV propone incontri, spettacoli, proiezioni ed è un punto di riferimento per la riflessione sui linguaggi della contemporaneità. La 26ª edizione è in programma dal 3 al 6 novembre 2022.

     

    Il programma giornata per giornata >

     

    Dal 2002 al 2010 la manifestazione ha inoltre conferito il Premio Riccione TTV per la Televisione, riconoscimento assegnato a un programma televisivo capace di distinguersi per l’originalità del suo rapporto con lo spettacolo e il teatro. Nel 2002 il Premio è stato consegnato a Piero Chiambretti per la trasmissione Chiambretti c'è, nel 2004 ad Antonio Albanese per Non c’è problema, nel 2006 a Serena Dandini per Parla con me, nel 2008 a Daniele Luttazzi per Decameron e a Enrico Vaime alla carriera. L'ultimo Premio Riccione TTV per la Televisione è stato assegnato nel 2010 a Marco Paolini per le dirette tv La macchina del capo. Racconto di Capodanno (La7, 1° gennaio 2009) e Miserabili. Io e Margaret Thatcher (9 novembre 2009).

     

57° Premio Riccione: proroga fino al 2 maggio

18-04-2023

Importante proroga per partecipare al 57° Premio Riccione per il Teatro, il più prestigioso concorso italiano di drammaturgia. Assegnato ogni due anni all’autore di un’opera teatrale in lingua italiana o in dialetto, il concorso è aperto a tutte le forme...

Giovedì 3 novembre: TTV al via con Mariangela Gualtieri

30-10-2022

GIOVEDÌ 3 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

21:00

Rito sonoro

NOSTALGIA DELLE COSE IMPOSSIBILI

di e con Mariangela Gualtieri

con la guida di Cesare Ronconi...

Venerdì 4 novembre: focus su Alessandro Berti

30-10-2022

VENERDÌ 4 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

12:00

Discorso di accettazione

PREMIO SPECIALE PER L’INNOVAZIONE DRAMMATURGICA

con Alessandro Berti

introduce ...

Sabato 5 novembre: dedica a Vitaliano Trevisan

30-10-2022

SABATO 5 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

11:00

Convegno

IL TEATRO CHE RACCONTA

Dedica a Vitaliano Trevisan

a cura di Graziano Graziani

prima parte (11:00-13:25): interventi di...

Domenica 6 novembre: la danza di Jacopo Jenna

30-10-2022

DOMENICA 6 NOVEMBRE 2022 – PALAZZO DEL TURISMO

 

17:00

Danza, live performance

E’ bal. Palcoscenici romagnoli per la danza contemporanea

ALCUNE COREOGRAFIE

di Jacopo Jenna...

TTV 2022 Per Trevisan

TTV 2022 in sintesi

TTV 2020 Deflorian, Tagliarini (1/3)

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TTV 2020 Deflorian, Tagliarini (2/3)

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TTV 2020 Deflorian, Tagliarini (3/3)

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TTV 2020 Fausto Paravidino

TTV 2020 in sintesi

TTV 2018 Fanny & Alexander

TTV 2018 Incontri

TTV 2018 Mostra F&A

TTV 2018 - Fra sonno e veglia

TTV 2016 - 3 novembre

TTV 2016 - 5 novembre

TTV 2016 - 6 novembre 

TTV 2016 - 7/8 novembre

TTV 2014 - Il teaser del festival

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A Tolja Djokovic il 57° Premio Riccione

Domenica 15 ottobre 2023 sono stati proclamati i vincitori del 57° Premio Riccione per il Teatro. A Tolja Djokovic per Lucia camminava solo il riconoscimento principale. A Benedetta Pigoni il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” under 30, a Jacopo Giacomoni la menzione “Franco Quadri”.

 

Link: I premiati | Le motivazioni

1980/1989 - La scoperta di Pier Vittorio Tondelli, Enzo Moscato e Ugo Chiti

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